L'Età Verde - Associazione Culturale
IMAGE Gaurisankar 2013 – Nepal "Le acque degli Dei". Quando l’Esplorazione diventa Cooperazione.
Lunedì, 17 Marzo 2014
Venerdi 21 Marzo 2014, ore 15.oo - 17.oo Sala Stampa del Consiglio Regione Lombardia, via Fabio Filzi 22.    Presentazione primi risultati spedizione   Verranno presentati i primi risultati della spedizione organizzata da EXPLORA Nunaat International, con il supporto delle sezioni CAI di Aquila e Arsita, svoltasi lo scorso autunno... Read More...
IMAGE Pubblicazione 2014 della Rivista L'ETA' VERDE
Venerdì, 13 Settembre 2013
E' stato pubblicato il numero 2014 della rivista L'ETA' VERDE/ THE GREEN AGE dove sono state pubblicate le notizie, i report ed i lavori premiati degli studenti al XXXIV Incontro Macroproblemi.Diamo la possibilità a tutti, pubblicandolo online, di sfogliarlo e di leggerlo.               Cliccando sulla foto... Read More...
Pubblicazione foto della Festa dell'europa
Mercoledì, 21 Maggio 2014
Nuovo evento realizzato dall'associazione età verde, è possibile vedere le foto al link: Foto macroproblemi 2014 Read More...
Risultati e valutazioni - 9 maggio FESTA dell’EUROPA
Giovedì, 30 Maggio 2013
con il Patrocinio della Commissione Europea GOING TO GREEN: the Challenges for the Future Giovedì 9 maggio 2013, Biblioteca Nazionale Centrale, Roma   Risultati e valutazioni   L’evento, svoltosi con l’attenzione e la partecipazione di un pubblico costituito da varie fasce d’età di studenti e da esperti dei vari settori nei quali... Read More...

Articoli

Biodiversità: migrazioni più veloci

MAGAZINE ASSOCIAZIONE L’ETA’ VERDE 16 / 2011

L'ETA’ VERDE
THE GREEN AGE

Autorizzazione
Tribunale di Roma
n. 125 del 3 aprile 2001
Direttore Responsabile:
Augusta Busico

 

Una risposta ai mutamenti climatici

Lo spostamento di animali e piante verso altitudini più elevate e temperature più fresche è costante e due-tre volte più rapido del previsto. È la risposta ai mutamenti climatici, in una tendenza chiara negli ultimi 40 anni destinata a non fermarsi: una fuga costante, senza tregua, verso l’alto e dove fa più fresco. Piante ed animali scappano dagli effetti dei mutamenti climatici, in cerca di temperature meno calde e di altitudini più elevate.

A tracciare un quadro di come la natura si stia difendendo di fronte all’aumento globale delle temperature è uno studio pubblicato su Science , che ha preso in esame oltre duemila reazioni di animali e piante, arrivando alla conclusione che in media queste si sono spostate verso l’alto di 12,2 metri a decade e verso latitudini più fresche di 16,6 chilometri ogni dieci anni. Il che equivale ad un allontanamento dall’equatore “di 20 cm ogni ora, ogni ora del giorno, per ogni giorno dell’anno”, riassume il professor Chris Thomas, docente di Conservation

biology all’università di York, in Gran Bretagna e leader del progetto di ricerca.

La ricerca, guidata anche da I-Ching Chen, dell’Accademia Sinica di Taipei, a Taiwan, mostra per la prima volta che dove il clima si è fatto più caldo e afoso, piante ed animali si sono spostati maggiormente verso zone più adatte alla loro sopravvivenza.

biodiversitaSe il discorso è valido in generale, nell’ambito delle singole specie la questione si fa più sfaccettata. La fuga non è univoca: alcune specie si sono spostate più lentamente rispetto alle previsioni, alcune sono rimaste ferme, a fronte di altre che hanno accelerato la loro marcia, forse perché sensibili ad un particolare aspetto o conseguenza del riscaldamento o perché altri mutamenti ambientali ne hanno condizionato la risposta.

E’ il caso della argynnis adipe, in Gran Bretagna: la farfalla non si è spostata a nord verso la Scozia, come era logico aspettarsi se il riscaldamento globale fosse stato l’unica causa in ballo.“Invece, si è ritirata perché il suo habitat è andato perduto”, ha spiegato il dottor David Roy, co-autore dello studio.

Al contrario, un’altra farfalla molto diffusa in Gran Bretagna, la Polygonia c- album, si è mossa verso Edimburgo dall’Inghilterra centrale, coprendo in vent’anni 220 chilometri, sottolinea ancora lo scienziato. Alcune falene nel Borneo, poi, in media sono avanzate verso l’alto di 67 metri, sul monte Kinabalu.

I ricercatori hanno raccolto tutti i dati disponibili su come fosse mutata la distribuzione delle varie specie negli ultimi decenni e li hanno messi a confronto. Il quadro che emerge dall’analisi è vario, visto che non tutte si sono comportate alla stessa maniera: alcune specie si sono ritirate dove le condizioni climatiche sono diventate proibitive per il troppo caldo, altre si sono espanse dove non fa più così freddo come in passato, a latitudini ed elevazioni più alte. Altre ancora sono rimaste al loro posto, proliferando nelle zone più fresche, declinando invece in quelle più calde.

 

Stefania Zuccari

 

Scarica il file in pdf da google drive: N.16.etaverde 1-09-2011.pdf

Associazione scientifica

L'Età Verde
Presidente: Augusta Busico
docente e giornalista

Gruppo Internazionale Aurelio Peccei
Studi e Ricerche didattico-scientifiche sui Macroproblemi.
Presidente: Eleonora Masini
membro del Club di Roma, docente
di previsione umana e sociale
e di Ecologia umana all'Università Gregoriana di Roma

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