IL LITIO IN BOLIVIA

MAGAZINE ASSOCIAZIONE L’ETA’ VERDE 15 / 2011

L'ETA’ VERDE
THE GREEN AGE

Autorizzazione
Tribunale di Roma
n. 125 del 3 aprile 2001
Direttore Responsabile:
Augusta Busico

Una nuova fonte energetica

cieloQuando si arriva a La Paz, dopo la meravigliosa vista di una moltitudine quasi infinita di case, si avvertono i primi sintomi di un mal di testa che comincia dal retro della nuca e il respiro affannoso: in quel preciso istante si capisce cosa vuol dire camminare a 3600 mslm di altitudine.Anche la digestione ne risente: tutto si limita a un primo o un secondo e a una bibita, si ha l’impressione di aver mangiato molto di più. La parte antica di questa città sorge dall’intersezione di varie montagne, che, dal bordo della parte più alta, appare come una sorta di enorme conca: gli abitanti, infatti, in modo buffo la chiamano “olla”, la pentola..

Questo paese sconosciuto alla maggior parte della comunità internazionale ha la metà delle riserve mondiali di litio: si trovano sotto il lago salato di Uyuni, il più grande del mondo con i suoi 12 mila km quadrati di superficie, circa tre volte più grande della regione italiana del Molise. In base agli studi geologici condotti dal Sergeotecmin della Bolivia, la riserva calcolata fino ad ora è

di circa 9 milioni di tonnellate di litio, disciolti in un liquido salino sotto la bianca e candida crosta di sale.

Sulla superficie del lago salato, la crosta di sale ha uno spessore di 40 centimetri, che attualmente le comunità sfruttano per produrre sale da cucina, previo un processo di essicazione in un forno artigianale volto a togliere l’umidità. Subito dopo si trova il primo strato di liquido salino in cui sono dissolti litio, boro, potassio e magnesio, seguito da uno strato di fango misto a materiale di inerti inorganici, quindi un secondo strato di liquido salino e via via con questa stessa alternanza di stratificazione geologica.

In termini schematici, sono cinque le fasi necessarie per arrivare a costruire le batterie:

  1. Dal liquido salino estrarre il carbonato di litio
  2. Produzione del cloruro di litio
  3. Produzione di litio metallico
  4. Produzione del n-Butillitio
  5. Costruzione di batterie per automobili

Una casa costruita con mattoni ricavati dalla crosta di sale di superficie.Esistono due modi per raggiungere il Lago salato di Uyuni, l’autobus o il treno: il primo più economico, ma scomodo e avventuroso; il secondo, invece, più caro, ma confortevole.

Dalla città di La Paz si deve prendere il bus, che porta alla città di Oruro. Il viaggio dura circa un paio d’ore. La strada è asfaltata, ma priva di illuminazione pubblica.

Dalla stazione degli autobus parte il pulmino che ha le sospensioni maggiorate e i pneumatici con il battistrada rinforzato perché la strada è sterrata. Lungo la strada sono poche le luci delle case che si vedono dal finestrino: è tutto buio, mentre l’incredibile cielo stellato, così nitido e cristallino, domina su tutto il paesaggio notturno. I raggi del sole sono implacabili fin dalle prime ore del mattino: cappello, occhiali da sole e crema protettiva sul viso sono d’obbligo.

Nel luogo dove sta sorgendo la prima fabbrica di litio, si fa fatica a distinguere la struttura. E’ visibile a occhio nudo che esiste un forte ritardo nei lavori di costruzione. I pochi operai presenti nel cantiere sono impegnati nello scavo delle vasche e l’applicazione della geomembrana. Per ora non c’è altro da vedere.

Esiste un altro elemento da approfondire: l’impatto sociale. Se ne occupa il deputato Froilan Condori, un uomo di mezza età, dal carattere forte e determinato, forgiato da tanti anni di lotta alla testa del FRUTCAS, un’organizzazione sociale che, creata nel 1992, ha il compito di prendere le difese del millenario lago salato di Uyuni.

Le oltre 90 mila persone che abitano questo luogo sono molto soddisfatte del principio secondo il quale si sta procedendo nello sfruttamento di questa risorsa naturale: i proventi che si genereranno nei prossimi anni serviranno a costruire l’infrastruttura pubblica di cui la popolazione ha urgente bisogno, per passare alla fase di sviluppo economico e sociale che si merita questa straordinaria regione andina.

Aniello Meloro

 

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