La vita degli oceani è in pericolo

MAGAZINE ASSOCIAZIONE L’ETA’ VERDE N.3 / 2013

L'ETA’ VERDE
THE GREEN AGE

International Earth System expert workshop on ocean impacts and stresses

8388 200xOgni mare e ogni oceano del nostro pianeta formano parte di un unico, globale, Oceano che può essere paragonato al sistema circolatorio umano: infatti supporta tutta una serie di funzioni vitali, che rendono il pianeta abitabile, senza le quali anche la specie umana è destinata all’estinzione. E oggi lo stato di salute degli oceani è seriamente compromesso ed è in atto una pericolosa estinzione della fauna marina.

L’allarme arriva dall’ultimo Rapporto, “International Earth System expert workshop on ocean impacts and stresses”, di recente pubblicato dall’IPSO - International Programme on the State of Ocean -, al quale ha lavorato un gruppo internazionale formato da 27 esperti di sei diversi paesi.

Le attività umane stanno producendo un impatto sull’ecosistema marino tale che, negli ultimi decenni, le estinzioni sono aumentate sino a diventare anche cento volte più numerose rispetto ai valori fisiologici. In pratica in pochi secoli l’uomo produce cambiamenti così radicali e irreversibili da poter essere paragonati a quelli che nel passato si sviluppavano nell’arco di ere geologiche (centinaia di milioni di anni). I fattori che pesano su questa progressiva compromissione dell’ambiente oceanico, combinando e assommando i loro effetti negativi, sono sostanzialmente: l’inquinamento, dal quale deriva l’aumento dell’acidità’ dei mari, la pesca indiscriminata e il cambiamento climatico con conseguente riscaldamento delle acque. Gli oceani, grazie ai processi di fotosintesi dei microvegetali marini, forniscono circa il 50% dell’ossigeno presente sulla Terra, inoltre hanno un ruolo fondamentale nel ciclo del carbonio, provvedendo al riassorbimento dell’anidride carbonica (CO2) emessa in atmosfera. Ma se i valori di anidride carbonica aumentano con ritmi esponenziali, come avvenuto nel corso dell’ultimo secolo, le potenzialità di assorbimento dei mari vengono saturate e l’acqua fa registrare dei livelli di acidità alterati, dannosi per gli ecosistemi marini più delicati. Il processo di acidificazione in corso oggi è più elevato di quello occorso negli ultimi 55 milioni di anni.

Il riscaldamento globale, oltre ad alterare l’habitat di numerosi ecosistemi marini, influisce sullo scioglimento dei ghiacci artici, con conseguente rilascio in atmosfera del metanointrappolato nel permafrost, terreno solitamente perennemente ghiacciato. Il metano, più ancora della CO2, contribuisce all’effetto serra.

Per non parlare degli effetti conseguenti all’inquinamento dovuto al petrolio, a diversi prodotti chimici e ai rifiuti, in particolare quelli plastici, che vengono trasportati negli oceani ed entrano nella catena di alimentazione della fauna marina con conseguenze disastrose. Sul banco degli imputati anche la pesca intensiva che dal canto suo ha prodotto una riduzione del 90% di alcune specie.

Proprio questa urgenza e il pensiero dell’eredità che lasceremo alle generazioni future fanno dire a Dan Laffoley, presidente della Commissione mondiale sulle Aree protette (IUCN), nonchè co-autore del rapporto, “Le sfide per il futuro degli oceani sono enormi, ma a differenza delle generazioni precedenti oggi sappiamo cosa accadrà. Il tempo per proteggere il cuore azzurro del nostro pianeta è oggi”.

 

Stefania Zuccari

Scarica il file in pdf da google drive: N.3.etaverde 1-02-2013.pdf

 

Autorizzazione Tribunale di Roma n. 125 del 3 aprile 2001 - Direttore Responsabile: Augusta Busico